Imprenditoria: NextGen Makers di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana
Consulenza ingegneristica, Eventi
Imprenditoria: l’iniziativa NextGen Makers di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana
NextGen Makers: il lato umano dell’imprenditoria
L’imprenditoria viene spesso raccontata attraverso numeri, risultati e competenze tecniche. Si parla di strategie, innovazione, investimenti e crescita aziendale, aspetti fondamentali per qualsiasi impresa. Più raramente, però, ci si sofferma sulla persona che prende decisioni ogni giorno, affronta l’incertezza e guida il cambiamento.
È proprio da questa riflessione nasce NextGen Makers – The Human Side of Innovation, il percorso promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e dedicato ai giovani imprenditori e a chi desidera sviluppare non solo competenze professionali, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio ruolo. Attraverso tre appuntamenti distribuiti tra luglio e ottobre, il progetto affronta temi che spesso determinano il successo di un’impresa tanto quanto le competenze tecniche: resilienza, leadership, crescita personale e capacità di costruire relazioni.
NextGen Makers: Resilienza e spirito imprenditoriale
2 LUGLIO 2026 – Officina del Vino – Cantina Pizzolato – Villorba TV
Il primo appuntamento di NextGen Makers, è stato dedicato al tema della resilienza e dello spingersi oltre i propri limiti, nella vite e nella professione. Attraverso gli interventi di Sebastiano Zanolli e Nicolò Guarrera, il concetto di resilienza è stato affrontato da prospettive differenti ma complementari.
Sebastiano Zanolli ha proposto una riflessione sul significato del successo e sul rapporto tra vita personale e professionale. Fare impresa non significa esclusivamente raggiungere obiettivi economici o professionali, ma costruire un percorso coerente con i propri valori, mantenendo curiosità, equilibrio e la capacità di affrontare il cambiamento senza perdere la propria identità. Un messaggio che richiama il classico approccio stoico: le difficoltà non sono qualcosa da evitare, ma parte integrante del percorso di crescita e cambiamento.
Particolarmente intensa è stata anche la testimonianza di Nicolò Guarrera, che ha raccontato la propria esperienza personale dimostrando come resilienza, determinazione e fiducia possano trasformare anche gli eventi più complessi in un’opportunità di crescita. La sua storia rappresenta un esempio concreto di come sia possibile affrontare le sfide a testa alta e continuare a perseguire i propri obiettivi senza lasciarsi definire dalle difficoltà incontrate. Ma non solo, il suo racconto ha evidenziato come il cambiamento sia insito nel viaggio e che la motivazione stessa cambi nel tempo quando si affrontano imprese, che sia il giro del mondo a piedi o un’attività professionale.
La capacità di prendere decisioni nei momenti di incertezza, reagire agli imprevisti, imparare dagli errori e continuare a migliorarsi è ciò che, nel lungo periodo, distingue chi riesce a costruire un percorso imprenditoriale solido da chi si lascia scoraggiare dagli ostacoli. In altre parole, le competenze tecniche permettono di realizzare un progetto, ma sono le qualità personali a determinarne la continuità e il successo.
Oltre alla qualità degli interventi, ho apprezzato il valore del confronto con altri imprenditori, professionisti e giovani del territorio. Eventi come NextGen Makers non sono soltanto occasioni di networking, ma momenti di crescita personale, in cui è possibile ascoltare esperienze diverse, condividere idee e sviluppare una maggiore consapevolezza del proprio percorso. Se il primo incontro ha insegnato qualcosa, è che il successo di un’impresa dipende certamente dalle competenze, ma nasce soprattutto dalla capacità della persona di evolvere insieme al proprio progetto.


NextGen Makers: L’mpresa che attrae
10 SETTEMBRE 2026 – ABS Group Srl – Vittorio Veneto TV
Il secondo appuntamento di NextGen Makers è stato dedicato al capitale umano, al benessere organizzativo e alla capacità delle imprese di attrarre e valorizzare le persone. Attraverso gli interventi di Sebastiano Zanolli e Ketty Panni, il confronto si è concentrato su un tema particolarmente attuale: come costruire ambienti di lavoro nei quali le persone non siano considerate solamente risorse produttive, ma parte integrante della crescita, del sistema e dell’identità aziendale.
Sebastiano Zanolli ha affrontato il tema della collaborazione tra generazioni, un aspetto sempre più importante per le imprese che si trovano a gestire il ricambio generazionale e l’evoluzione delle competenze. Persone con età, esperienze e aspettative differenti possono avere approcci molto diversi al lavoro, ma proprio questa diversità può diventare un’opportunità poichè, il punto non è necessariamente uniformare i comportamenti, quanto invece creare le condizioni affinché competenze consolidate e nuove prospettive possano integrarsi.
L’intervento di Ketty Panni, incentrato sul concetto di Relazionésimo, ha portato l’attenzione sul valore delle relazioni umane all’interno delle organizzazioni. In un contesto in cui si parla continuamente di produttività, efficienza e risultati, è facile trascurare quanto la qualità dei rapporti professionali influisca sul lavoro quotidiano. Fiducia, ascolto e riconoscimento delle persone non sono soltanto aspetti legati al benessere individuale, ma possono incidere concretamente sulla collaborazione, sulla motivazione e sulla capacità di affrontare situazioni complesse.
Un tema che ritengo particolarmente interessante riguarda la capacità delle piccole e medie imprese di rendersi attrattive anche senza disporre delle risorse economiche e organizzative delle grandi aziende. Non sempre la possibilità di offrire condizioni competitive dipende esclusivamente dalla retribuzione: autonomia, flessibilità, responsabilità e opportunità di crescita possono rappresentare elementi altrettanto importanti. Naturalmente non esiste una soluzione valida per tutte le realtà, ma credo che il primo passo sia comprendere cosa cercano effettivamente le persone e quali aspetti dell’organizzazione possano essere migliorati.
Anche dal punto di vista tecnico, il tema è rilevante. Lo sviluppo di un prodotto o la realizzazione di un progetto industriale richiedono competenze differenti e un confronto continuo tra progettazione, produzione, fornitori e direzione aziendale. Avere professionisti preparati è fondamentale, ma non sempre sufficiente se manca la capacità di collaborare e condividere le informazioni. Il secondo incontro ha quindi aggiunto una prospettiva importante al percorso di NextGen Makers: un’impresa non cresce soltanto grazie alle competenze che possiede, ma anche attraverso la capacità di valorizzarle e metterle in relazione. Investire sulle persone significa certamente migliorarne il benessere, ma anche creare le condizioni per un’organizzazione più solida, capace di affrontare il cambiamento e mantenere nel tempo le proprie competenze.
NextGen Makers: L’impresa che innova
15 OTTOBRE 2026 – Ca’Lozzio – Oderzo TV
Il terzo e ultimo appuntamento di NextGen Makers, è stato dedicato al rapporto tra innovazione tecnologica, cultura aziendale e capacità delle imprese di affrontare il cambiamento. Attraverso gli interventi di Sebastiano Zanolli e Maurizio Busacca, l’incontro ha proposto una riflessione su un argomento che interessa ormai qualsiasi settore produttivo: come introdurre nuove tecnologie senza perdere di vista il ruolo delle persone e le reali esigenze dell’organizzazione.
Il contributo di Sebastiano Zanolli, dedicato al rapporto tra futuro, cambiamento e persone, ha offerto lo spunto per riflettere su quanto sia importante sviluppare una mentalità aperta all’evoluzione. Le imprese operano in un contesto in cui tecnologie, mercati e competenze cambiano rapidamente, rendendo sempre più difficile affidarsi esclusivamente a metodi consolidati. Questo non significa necessariamente abbandonare ciò che funziona, ma saper riconoscere quando una soluzione può essere migliorata e quando, invece, è necessario rivedere il proprio approccio.
L’intervento di Maurizio Busacca, dedicato alla dimensione umana dell’innovazione tecnologica, ha posto al centro una questione interessante: quanto dell’innovazione dipende effettivamente dalla tecnologia e quanto dalle persone che scelgono di utilizzarla? L’introduzione di nuovi strumenti può modificare profondamente il modo di lavorare, ma i benefici non sono automatici. Servono competenze, capacità di valutazione e soprattutto una comprensione chiara del problema che si vuole risolvere.
È un ragionamento che considero particolarmente attuale anche nell’ambito dell’ingegneria e dello sviluppo prodotto. Oggi disponiamo di strumenti di simulazione, software CAD avanzati, tecnologie di prototipazione e sistemi di automazione che permettono di affrontare problemi un tempo molto più complessi. Tuttavia, avere accesso a queste tecnologie non significa necessariamente utilizzarle nel modo più efficace. Una soluzione tecnicamente avanzata può rivelarsi poco conveniente se non risponde a un’esigenza concreta oppure se introduce una complessità superiore ai benefici ottenuti.
Lo stesso vale per l’intelligenza artificiale, che sta entrando progressivamente anche nelle attività tecniche e organizzative. Le opportunità sono numerose, ma credo sia importante distinguere tra l’adozione di una tecnologia perché rappresenta una novità e il suo utilizzo per migliorare effettivamente un processo. In alcuni casi può essere utile automatizzare un’attività, in altri rivedere il metodo di lavoro e in altri ancora mantenere un approccio tradizionale. La scelta dovrebbe dipendere dai risultati attesi, non soltanto dalle possibilità offerte dagli strumenti disponibili.
A mio parere, uno degli aspetti più interessanti dell’innovazione è proprio questo: richiede curiosità e disponibilità a sperimentare, ma anche spirito critico e capacità di valutare le conseguenze delle proprie decisioni. Non basta introdurre qualcosa di nuovo per generare un miglioramento; occorre capire come quella novità possa integrarsi con competenze, processi e obiettivi aziendali. Con questo terzo incontro si conclude un percorso che ha affrontato tre aspetti strettamente collegati: la resilienza personale, il valore delle relazioni e la capacità di innovare. Tre temi differenti che, osservati insieme, ricordano come il futuro di un’impresa non dipenda esclusivamente dagli investimenti o dalle tecnologie adottate, ma soprattutto dalle persone che prendono decisioni, affrontano le difficoltà e contribuiscono ogni giorno alla sua evoluzione.


Imprenditoria: l’iniziativa NextGen Makers di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana
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