MAKE THE NEXT: una giornata tra impresa, cambiamento e nuove generazioni
Consulenza ingegneristica, Eventi
MAKE THE NEXT: una giornata tra impresa, cambiamento e nuove generazioni
MAKE THE NEXT: Festival dei Giovani Imprenditori del Veneto
Il 18 settembre 2026 abbiamo partecipato a MAKE THE NEXT – Le scelte di oggi, le imprese di domani, il primo Festival dei Giovani Imprenditori e Imprenditrici del Veneto organizzato dai Gruppi Giovani di Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Imprese Vicenza. L’evento si è svolto presso la CUOA Business School di Altavilla Vicentina (VI) e ha riunito, nell’arco della giornata, giovani imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, esperti e protagonisti provenienti da svariati ambiti professionali.
Abbiamo partecipato alla giornata insieme a una nostra collaboratrice, Sara De Bastiani, cogliendo l’occasione non soltanto per seguire gli interventi in programma, ma anche per confrontarci con altre realtà del territorio e conoscere più da vicino alcune delle iniziative rivolte alle nuove generazioni di imprenditori.
Il programma era diviso in due momenti distinti: una mattinata maggiormente dedicata ai temi dell’impresa artigiana, della rappresentanza e del cambiamento demografico e un pomeriggio costruito attorno a testimonianze e talk più personali. È stata proprio questa alternanza a rendere interessante la giornata poichè da una parte sono stati presentati temi molto concreti per chi fa impresa, dall’altra invece esperienze personali capaci di portare la discussione su un piano più ampio, legato alle motivazioni, alle persone e al modo in cui sta cambiando il rapporto con il lavoro.
La mattina: il futuro dell’impresa passa anche dal ricambio generazionale
Il ruolo dei Giovani Imprenditori ed il Position Paper
La prima parte della giornata è stata dedicata alle attività del Gruppo Giovani Imprenditori e alla presentazione del Position Paper “Il valore del fare, il coraggio di cambiare”, elaborato attraverso un percorso di ascolto e co-progettazione che ha coinvolto la base associativa under 40 del Veneto. A presentarlo sono stati, tra gli altri il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Veneto ed il presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Vicenza.
Tra i temi che abbiamo trovato più interessanti c’è innanzitutto quello della continuità d’impresa e del passaggio generazionale. Il problema riguarda la capacità del sistema produttivo di trasferire alle nuove generazioni le aziende già esistenti, e con esse le necessarie competenze, rapporti con clienti e fornitori e quel patrimonio di conoscenze che spesso richiede decenni per essere costruito. È un tema particolarmente rilevante per il tessuto produttivo veneto, dove una parte significativa delle imprese ha una storia familiare e dove il ricambio può determinare la sopravvivenza o meno di attività che rappresentano competenze importanti per il territorio.
Il Position Paper affronta anche il tema della rappresentanza, del rapporto tra giovani imprenditori e istituzioni e dell’evoluzione del lavoro. Non si tratta quindi solamente di chiedere incentivi per chi apre una nuova impresa, ma di interrogarsi su quali condizioni rendano effettivamente possibile e attrattivo scegliere di fare impresa. Tra le proposte discusse rientrano strumenti per accompagnare il passaggio generazionale e il rafforzamento delle politiche a sostegno delle nuove imprese. È stato presentato anche il tema del cosiddetto “Fondo Staffetta”, destinato ad accompagnare la transizione e la continuità delle imprese.
Un altro aspetto che abbiamo trovato significativo riguarda la necessità di aggiornare la rappresentazione stessa dell’artigianato. L’impresa artigiana non coincide più necessariamente con una determinata tipologia di lavorazione manuale: oggi comprende competenze digitali, servizi avanzati, tecnologia, progettazione, comunicazione e attività immateriali. È una trasformazione che merita attenzione perché riguarda direttamente il modo in cui le nuove generazioni percepiscono il fare impresa e le possibilità professionali che questo mondo può offrire.


Demografia, lavoro e disponibilità di competenze
La seconda parte della mattinata ha spostato il punto di osservazione dall’impresa alla società nel suo complesso, grazie all’intervento di Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica Sociale all’Università Cattolica di Milano, il quale ha mostrato quanto il cambiamento demografico stia modificando rapidamente la struttura della popolazione italiana e, di conseguenza, anche quella del mercato del lavoro.
Uno degli aspetti più interessanti è stato il modo in cui la cosiddetta “piramide demografica” italiana si sia trasformata nel corso degli ultimi decenni. Non si tratta quindi soltanto di una popolazione mediamente più anziana, “invecchiamento” ma anche una riduzione della percentuale di giovani, “degiovanimento”. Da qui nasce una questione particolarmente importante per il mondo industriale e artigiano: se le risorse umane disponibili diminuiscono, diventa ancora più importante utilizzare bene quelle presenti ottimizzandole mediante investire in formazione, organizzazione, tecnologia e automazione.
Il tema del passaggio generazionale assume quindi una dimensione più ampia. Non riguarda solamente chi erediterà un’azienda, ma anche come trasferire conoscenze, procedure, relazioni e competenze da una generazione all’altra. È interessante notare come le istituzioni stiano iniziando a considerare il problema non soltanto attraverso incentivi alla nascita di nuove imprese, ma anche attraverso strumenti destinati alla continuità delle imprese esistenti.
Il pomeriggio: persone, errori e motivazioni
L’apertura degli speech del pomeriggio è stata affidata a Davide Cervellin, fondatore di PMI Doctor, al quale si sono susseguiti diversi talk e interviste con ospiti provenienti da esperienze molto diverse: giornalismo, sport innovation, divulgazione, attività umanitaria e creazione di contenuti.
L’intervento del moderatori ha avuto un taglio pratico in quanto sono stati presentati alcuni degli errori che un imprenditore può commettere nel corso della propria esperienza professionale, utile sia per chi crea una nuova impresa sia per chi ne “eredita” una.
- Il primo errore riguarda la scelta delle persone. Costruire un buon team non significa semplicemente trovare qualcuno che possieda le competenze tecniche necessarie, ma individuare persone compatibili con il modo di lavorare dell’organizzazione e capaci di assumersi responsabilità.
- Il secondo è la delega. Crescendo, un’impresa non può continuare a dipendere da una sola persona per ogni decisione. Delegare significa necessariamente costruire fiducia, definire responsabilità e accettare che un’attività possa essere svolta in maniera diversa da come la svolgerebbe il titolare, purché il risultato sia quello atteso.
- Il terzo riguarda invece qualcosa di molto concreto: la documentazione delle informazioni aziendali. Quando una persona occupa per anni una posizione chiave, può diventare depositaria di una quantità enorme di conoscenze non formalizzate. Procedure, contatti, criteri decisionali, informazioni tecniche e modalità operative possono rimanere esclusivamente nella sua esperienza.
Questi temi si collegano direttamente a quello affrontato durante la mattinata: il passaggio generazionale non può essere gestito soltanto quando arriva il momento di trasferire formalmente la proprietà dell’impresa. Deve essere preparato nel tempo, previsto ed è necessario agire per farsi trovare pronti.


Esperienze personali e un nuovo rapporto con il lavoro
Le storie raccontate dagli ospiti avevano motivazioni differenti, ma in diversi casi emergeva un elemento comune: la ricerca di un’attività professionale che non fosse solamente un mezzo per ottenere un risultato economico, ma anche veicolo di supporto alla comunità e alle persone in difficoltà. In alcune testimonianze erano centrali temi umanitari e sociali; in altre, invece, la volontà di costruire un’attività coerente con i propri interessi e con i propri principi.
In particolare, la testimonianza di Nicolò Balini ha evidenziato una prospettiva interessante sul rapporto tra giovani e lavoro: la ricerca non si manifesta semplicemente con “un posto di lavoro”, ma di un ambiente nel quale poter costruire un percorso coerente con le proprie aspirazioni e passioni. Per le imprese questo significa anche interrogarsi su cosa renda realmente attrattivo un ambiente professionale.
Retribuzione e stabilità rimangono naturalmente elementi fondamentali, ma non sono necessariamente gli unici. Opportunità di crescita, autonomia, ambiente di lavoro, possibilità di apprendere, condivisione dei valori e equilibrio tra vita professionale e personale assumono un peso sempre maggiore. È un tema che si collega direttamente alla difficoltà di attrarre e trattenere competenze: se la disponibilità di persone diminuisce, diventa necessario comprendere meglio cosa spinge una persona a scegliere un’azienda e, soprattutto, a rimanervi.
Networking e confronto tra imprese
Il tempo dedicato al confronto informale è stato molto utile perché ha permesso di conoscere altri imprenditori, ascoltare come abbiano affrontato alcune delle sfide legate alla gestione di un’attività e capire quali soluzioni abbiano adottato per migliorare la propria impresa. Il valore di questi momenti è spesso meno immediato rispetto a quello di una conferenza o di un intervento tecnico, ma può essere altrettanto significativo. Il confronto diretto permette di scoprire problemi comuni, approcci differenti e soluzioni che difficilmente emergono attraverso la sola teoria, oltre a creare connessioni potenzialmente utili per la propria attività.
È stato inoltre interessante notare come tra i partecipanti non ci fossero solamente imprenditori già attivi, ma anche numerosi dipendenti interessati al mondo dell’imprenditoria. Per alcuni si trattava probabilmente di esplorare nuove opportunità professionali, mentre per altri l’interesse sembrava essere legato alla volontà di comprendere meglio i trend economici e produttivi, conoscere le difficoltà che comporta l’avvio di una nuova attività e capire come prepararsi ad affrontarle. Anche questo elemento ci è sembrato significativo: il mondo dell’imprenditoria non viene necessariamente osservato soltanto da chi ha già un’impresa, ma anche da persone che stanno valutando un possibile cambiamento del proprio percorso professionale.
Una riflessione finale
Nel complesso abbiamo trovato MAKE THE NEXT un evento interessante e ben organizzato, soprattutto per la varietà degli argomenti affrontati. La parte che abbiamo apprezzato maggiormente è stata proprio la possibilità di passare, nell’arco della stessa giornata, da temi molto concreti come passaggio generazionale, lavoro, rappresentanza e politiche per le PMI a riflessioni più personali sulle motivazioni che guidano le persone nelle loro scelte professionali.
Ci portiamo via soprattutto una considerazione: il futuro delle imprese non dipende soltanto dalla capacità di introdurre nuove tecnologie o di ottenere strumenti finanziari, ma di cooperare con imprese e persone. Le istituzioni aiutano a creare condizioni favorevoli attraverso finanziamenti, bandi e politiche di sostegno mentre le associazioni di categoria possono rappresentare una voce collettiva capace di portare esigenze e proposte degli imprenditori ai tavoli decisionali.
Ma, alla fine, la parte più importante del cambiamento deve necessariamente avvenire all’interno delle singole imprese e tra gli imprenditori, anche quelli potenziali. Questo si traduce nel preparare il passaggio generazionale prima che diventi un’emergenza, documentare le conoscenze, formare le persone, delegare, migliorare i processi e adottare tecnologie che permettano di utilizzare meglio le risorse disponibili.
La possibilità di scambiare esperienze e idee con altri imprenditori è una delle ragioni per cui abbiamo deciso di aderire alla sezione Confartigianato Asolo-Montebelluna di Confartigianato Imprese marca trevigiana.Non soltanto per accedere ai servizi dell’associazione, ma soprattutto per partecipare più attivamente alla vita di una realtà che riunisce imprenditori e artigiani del territorio.
Per un’attività che si occupa di progettazione meccanica, automazione industriale, consulenza ingegneristica e formazione tecnica, il confronto con queste realtà può essere particolarmente interessante per diverse ragioni: Numerose imprese possiedono un patrimonio di esperienza e competenze estremamente significativo, ma possono trovarsi a dover affrontare contemporaneamente ricambio generazionale, aggiornamento tecnologico e revisione dei processi produttivi, argomenti che talvolta necessitano di consulenti esterni per essere standardizzate. In questi contesti, innovare non significa necessariamente sostituire ciò che esiste con qualcosa di completamente nuovo. Può significare analizzare ciò che funziona, individuare ciò che può essere migliorato e introdurre gradualmente strumenti, tecnologie e metodologie più adatte alle esigenze attuali. È un approccio che riteniamo particolarmente vicino al modo in cui intendiamo svolgere la nostra attività professionale: supportare l’innovazione senza perdere il valore dell’esperienza già presente in azienda.
In parallelo, l’azione più motivante e interessante è la condivisione di idee ed esperienze con coloro che non hanno già un’impresa, ma che invece vorrebbero sviluppare una loro società o fondare una startup. Che si tratti di professionisti, imprenditori o privati, conversare e scambiare informazioni non significa fornire consulenze gratuite ma aiutare qualuno a creare qualcosa di nuovo e stimolare l’open innovation nel territorio. Spesso le migliori collaboraazioni non nascono da ricerce su Linkedin ma da semplici chiaccherate ad un evento.

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